Il rischio del credito
Una delle questioni primarie che un esportatore dovrebbe prendere in esame nel momento in cui sceglie di poter concludere un determinato rapporto economico con un terzo cliente è quella del conferimento di credito alla controparte, ovvero quali e quanti rischi assumersi in modo tale da ridurre al minimo la possibilità di mancato pagamento della propria prestazione o fornitura.
L’azienda che si appresta a definire un rapporto commerciale con soggetti facenti parte di un Paese estero, dovrà anzitutto esaminare le condizioni di solvibilità del Paese del compratore, le condizioni di solvibilità del compratore, l’efficienza del sistema giudiziario del Paese del compratore.
In base poi ai risultati ottenuti da queste indagini, l’azienda potrà meglio stabilire a quali condizioni stipulare il contratto con il compratore, quali forme di pagamento adottare o dilazioni concedere, anche in virtù del fatto che tutti questi fattori possono più o meno incidere sul rischio del credito.
I maggiori fattori di rischio possono essere legati ad elementi di natura commerciale, ovvero a fattori politici (cosiddetto “rischio paese”).
Il rischio commerciale sussiste in tutte le operazioni commerciali nazionali o estere e si estrinseca nella possibilità di mancato pagamento da parte del cliente della fornitura o servizio eseguito. Si può maggiormente verificare in transazioni commerciali nelle quali la consegna della merce è anteriore rispetto all’effettivo pagamento.
Il “rischio paese” si presenta ogni qualvolta l’inadempienza o insolvenza dei residenti in un determinato Paese dipende da fattori non legati al singolo, ma derivanti da elementi di natura politica, economica, bancaria o catastrofica.
In questo caso l’omesso pagamento delle forniture o servizi ricevuti è legato dal mancato rimborso dei crediti per cause economiche o politiche del Paese nazionale.
I rischi di natura politica possono riguardare ad esempio risoluzioni di un Paese estero che contrastino l’esecuzione del contratto commerciale, ovvero determinazioni di organismi sopranazionali (Unione Europea, Organizzazione delle Nazioni Unite) che condizionano gli scambi commerciali tra uno Stato membro ed un Paese terzo, come un divieto di esportazione (embargo), o ancora cause di forza maggiore quali guerre, catastrofi, eventi naturali che piegano uno Stato.
Un’attenta valutazione dei fattori descritti può sicuramente agevolare l’esportazione dei propri prodotti e consentire una più sicura scelta delle forme di pagamento da concordare e delle possibili dilazioni da concedere.
