Importanti novità sul recupero dei crediti

Il Parlamento ed il Consiglio Europeo hanno varato lo scorso 11 luglio 2007 due regolamenti in materia di crediti all'estero, recupero degli stessi e legge applicabile che entreranno in vigore a partire dalle date indicate nei medesimi senza bisogno di ratifica o recepimento da parte degli Stati Europei (con l'unica eccezione della Danimarca).

Il regolamento n. 861/07 istituisce un procedimento giudiziale comunitario per le controversie di minore entità; il regolamento n. 864/07 è inerente alla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali.

Il regolamento n. 861/07 definisce una procedura europea che mira a semplificare e velocizzare in termini di tempi e costi le azioni di recupero dei crediti di minore entità in ambito commerciale e civile, ovvero quelli che non superano l'importo di € 2.000,00 (sorte capitale, esclusi interessi e spese).

La procedura, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2009, prevede tempi ristretti, netta prevalenza di forma scritta, laddove l'udienza viene fissata solo se strettamente necessario e, al termine, l'emanazione di una sentenza immediatamente esecutiva nello Stato in cui è resa e riconosciuta in altri Stati membri senza necessità dell'exequatur, ovvero di un provvedimento che ne dichiari l'esecutorietà.

Il regolamento 864/07, che entrerà in vigore dall'11 gennaio 2009, contiene le linee che stabiliscono la legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali che possono nascere tra i privati nell'ambito dell'Unione Europea.

L'importanza di tale regolamento consiste nel fatto che in base allo stesso, nel campo delle obbligazioni extracontrattuali sono ricomprese fattispecie rilevanti per le imprese ed i loro rapporti commerciali, quali violazione dei diritti di proprietà intellettuale, concorrenza sleale, responsabilità per danni da prodotto difettoso, culpa in contrahendo ovvero eventuali responsabilità che possono insorgere nelle trattative pre-contrattuali.

In materia di legge applicabile alle obbligazioni contrattuali in ambito internazionale regna indiscussa la Convenzione di Roma del 1980, la quale viene oggi integrata dal provvedimento esaminato, laddove entrambe le legislazioni cercano di delineare criteri univoci ed applicabili dalla generalità degli Stati aderenti per capire la legge da utilizzare ad un rapporto giuridico internazionale.

I citati regolamenti mirano prevalentemente a favorire ed agevolare il funzionamento del mercato interno ed una rapida e corretta composizione delle potenziali controversie tra soggetti appartenenti agli Stati Membri.

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