Occhiali e Made in Italy

Settore forte del Made in Italy nazionale è certamente quello relativo alla produzione di occhiali.

Classiche e nuove collezioni sono state presentate recentemente al Mido a Rho-Pero (Milano), la grande fiera degli occhiali dai connotati sempre più internazionali, con buona parte di espositori stranieri.

Il Mido ripropone ogni anno le novità del settore, in una sorta di continuo aggiornamento, sia relativamente all’innovazione di lenti e materiali per montature, sia per quel che attiene alle tendenze e modelli firmati.

Innovative le lenti polarizzate ed originali le montature dai design fantasiosi e creativi ideate con materiali a costi contenuti, così da consentire di cambiare occhiali più frequentemente a tutto vantaggio della moda, ed ora anche in linea con la sensibilità ambientale con montature in plastica riciclata.

La fiera ha registrato un trend positivo, con incremento delle aree espositive ed un sensibile aumento dei visitatori, soprattutto stranieri.

La produzione in generale di occhiali nel 2006, stando a quanto è emerso dall’analisi degli eventi e dei risultati della fiera Mido, registra una percentuale di aumento nell’ordine del 17%.

Tuttavia gli elementi che più minano tale produttività, nonché soprattutto la sua originalità sono principalmente la contraffazione e in generale la concorrenza sleale, che minano fortemente il Made in Italy.

In tema di contraffazione è da segnalare come il Mido sia stata la prima fiera ad istituire un desk interno anticontraffazione, strutturato per il recepimento delle segnalazioni da parte delle aziende che dovessero trovare negli stand della fiera i propri marchi o prodotti contraffatti.

Ha potere di diffidare ufficialmente il contraffattore e raccogliere le prove da parte delle aziende lese.

Al desk anticontraffazione non vengono svolti processi o arbitrati, ma vengono forniti pareri e consultazioni agli espositori sulla strada migliore da intraprendere a tutela delle proprie ragioni, dall’opportunità di un’azione civile piuttosto che un’iniziativa penale, quest’ultima, peraltro, prevista nell’ipotesi in cui si riscontri che su un determinato prodotto è applicata l’etichetta “Made in Italy” quando in realtà esso è generato, eseguito e confezionato interamente da altra parte territoriale fuori dal nostro Paese.

Ciò consente un incentivo e sicura agevolazione ala risoluzione stragiudiziale delle vertenze insorte, anche se non risolve alla base l’annoso problema della protezione del nostro Made in Italy.

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