Le controllanti estere ed i relativi contratti

Le multinazionali, o anche semplicemente le aziende in genere, nella disciplina, diffusione ed applicazione dei propri rapporti commerciali utilizzano, per prassi oramai consolidata, contratti standard, predisposti "a tavolino" per essere adoperati con i più differenti partner anche dislocati in diverse aree geografiche.

In particolare accade che le aziende che effettuano acquisizioni internazionali trasmettono alle loro "acquisite" o controllate, i modelli contrattuali predisposti dalla casa madre, con obbligo di loro utilizzo.

Ciò può comportare qualche inconveniente sotto il profilo pratico dell'applicazione di modulistica standard, se questa non viene almeno in parte modificata ed adattata alle esigenze geografiche della società controllata.

I problemi possono così nascere, non solo per le aziende che utilizzano i contratti della controllante, ma anche per le controparti che, di norma, nelle transazioni commerciali, accettano le condizioni proposte talvolta senza analizzarne nel dettaglio i contenuti.

Può così accadere che nessuna delle parti di una transazione commerciale si trovi ad essere a conoscenza del diritto applicabile in caso di controversia - e quindi del relativo sistema, prassi, giurisprudenza - ad esempio perchè pur essendo tali parti appartenenti allo stesso Paese, hanno adottato ed accettato un contratto che, in quanto fornito dalla casa madre che ha sede in altro Stato, preveda quale foro competente il Paese in cui ha sede la controllante.

In questo modo il contratto che dovrebbe servire a regolare e disciplinare il rapporto instauratosi tra le parti è quanto mai aleatorio, potendo non essere ben chiari, nemmeno agli stessi contraenti che l'hanno sottoscritto, i termini del medesimo, le problematiche in ipotesi di inadempimento ed i sistemi per la risoluzione delle problematiche.

E una regolazione contrattuale serve proprio a dirimere e disciplinare le controversie che dovessero eventualmente insorgere, ragion per cui deve essere chiaro e comprensibile alle parti, siano esse controllate o controparti.

Le aziende dovrebbero ridimensionare se non abbandonare questa prassi di imporre la propia contrattualistica standard e cooperare con le proprie controllate al fine di creare - attraverso un confronto di informazioni tra i rispettivi uffici legali sulle differenze esistenti tra il diritto vigente nel Paese della controllante e quello dello Stato della controllata - un modello contrattuale effettivamente valido ed efficace nelle transazioni commerciali poste in essere dalla controllata.

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