Il Friuli Venezia Giulia delocalizza in materia di subfornitura

L'internazionalizzazione delle imprese sta, in questi ultimi tempi, compiendo "passi da gigante": sempre più aziende prendono coscienza delle potenzialità dei mercati esteri e dell'opportunità di ampliare i propri affari economici orientandoli verso tali realtà.

Nel panorama italiano, secondo recenti statistiche, il Friuli Venezia Giulia è, assieme al Piemonte, la regione con uno dei più elevati rapporti di aziende dinamiche sul mercato internazionale nel campo della subfornitura, sia per quanto attiene all'esportazione, sia nella percentuale di lavoro con committenti esteri.

Il settore della subfornitura, infatti, nel Friuli Venezia Giulia, si contraddistingue per una rete di imprese con elevato Know-how, progredite da semplici esecutrici a esportatori a partner di committenti esteri. E il processo continua.

Tra i vari settori si evidenziano meccanica, plastica, legno e tessile- moda.

Le indagini mostrano come le aziende in tale regione (in un paniere che vede interessate Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Umbria) abbiano incrementato i livelli degli ordini e la domanda dall’estero.

Ciò ha fatto di conseguenza aumentare la propensione agli investimenti ed un logico miglioramento delle aziende stesse.

Lo sviluppo di un'azienda e la possibilità di avere una stabilità lavorativa anche in termini di continuità possono essere attuate attraverso un'espansione che tenga ben presenti due aspetti fondamentali: la differenziazione e l'ampliamento dei settori merceologici serviti e l'espansione dei mercati di riferimento (volgendo appunto la propria attenzione all'estero).

Vari sono gli strumenti e le opportunità per un'azienda per affacciarsi alle realtà estere ed iniziare un processo di internalizzazione.

Il sistema più immediato ed istintivo, al quale la magggior parte delle aziende si avvicina è naturalmente l'export.

Tuttavia vi sono processi di internazionalizzazione che si sviluppano agevolmente e con risultati sicuramente più vantaggiosi per le imprese attraverso accordi e collaborazioni commerciali o produttive con partner esteri. Analoghi risultati si ottengono mediante investimento, delocalizzazione o costituzione di joint venture.

Al fine di identificare quale sia il mezzo migliore per espandere la propria attività produttiva all'estero un'azienda deve affidarsi a professionisti in grado di studiare la realtà concreta dell'impresa, redigere un business plan ed individuare così la strada che meglio ottimizza costi e vantaggi (sia essa semplice delocalizzazione produttiva o partnership o joint venture), con un occhio di riguardo all'eventuale possibilità di accedere ad agevolazioni o incentivi finanziari a supporto dell'internazionalizzazione, dell'innovazione e della qualità.

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